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Alzheimer e qualità dell’aria: perché l’ambiente merita attenzione

1 giorno fa
Tempo di lettura: 3 min
alzheimer

Ogni anno, il 21 settembre, la Giornata Mondiale dell’Alzheimer sollecita la riflessione su una malattia che coinvolge più di 55 milioni di persone nel mondo­ ­– 600.000 solo in Italia – e che ha conseguenze profonde non solo per chi ne è colpito, ma anche per famiglie, caregiver e comunità.

L’Alzheimer viene spesso associato all’invecchiamento, ma l’età, da sola, non spiega perché alcune persone sviluppino la malattia e altre no. Il deterioramento cognitivo e la demenza sono infatti il risultato di una combinazione complessa di fattori, che comprende predisposizione genetica, salute cardiovascolare e metabolica, stile di vita e condizioni ambientali.

Questa complessità rende la prevenzione una sfida: non esiste una singola causa da eliminare né un comportamento in grado di garantire protezione. In ogni caso, il presidente della Società Italiana di Neurologia (SIN) afferma che “circa la metà dei casi di Alzheimer sono potenzialmente evitabili o ritardabili”. La ricerca sta quindi concentrando sempre più attenzione sui diversi fattori che, nel corso della vita, possono contribuire al declino cognitivo. L’attenzione si concentra spesso sulle scelte individuali: mantenersi fisicamente attivi, coltivare le relazioni sociali, prendersi cura della salute cardiovascolare o mantenere la mente attiva. Sono tutti aspetti importanti, ma non esauriscono il quadro. Tra i tanti aspetti da considerare, infatti, ce n’è uno spesso trascurato: l’ambiente in cui viviamo e, in particolare, l’aria che respiriamo.


I fattori di rischio dell’Alzheimer: anche l’aria ambientale conta

La Lancet Commission on dementia prevention, intervention and care indica l’inquinamento atmosferico tra i fattori di rischio associati all’Alzheimer, alla demenza e al deterioramento cognitivo. Le evidenze disponibili riguardano in particolare l’esposizione al particolato atmosferico, comprese le particelle fini PM2.5 e PM10.

Si tratta di un'esposizione che può accompagnarci per gran parte della vita e che non riguarda soltanto gli spazi esterni. Anche la qualità dell’aria negli ambienti chiusi ha un ruolo: abitazioni, luoghi di lavoro e altri spazi indoor rappresentano infatti una parte importante degli ambienti in cui trascorriamo le nostre giornate.

In diverse aree del mondo, per esempio, l’utilizzo di combustibili solidi per cucinare o riscaldare gli ambienti è stato associato a un maggiore rischio di demenza e a un più rapido declino cognitivo nelle persone di mezza età e anziane.

L’interesse verso questo tema è cresciuto negli ultimi anni. Secondo la Lancet Commission, numerose revisioni sistematiche e meta-analisi pubblicate dal 2019 in poi hanno riportato un’associazione tra esposizione all’inquinamento atmosferico e aumento del rischio di demenza.


Perché la qualità dell’aria può influire sulla salute cognitiva

Il rapporto tra inquinamento atmosferico e salute cognitiva non è riconducibile a un unico meccanismo.

L’esposizione agli inquinanti può contribuire a problemi cardiovascolari e respiratori, processi infiammatori e altre alterazioni che coinvolgono l’organismo nel suo complesso. Alcune di queste condizioni sono a loro volta associate a un maggiore rischio di declino cognitivo e demenza.

Il legame tra aria e salute è quindi particolarmente complesso. Le condizioni di salute preesistenti possono rendere una persona più vulnerabile agli effetti dell’inquinamento, mentre un’esposizione prolungata può contribuire al peggioramento di condizioni che aumentano tale vulnerabilità.

Per questo motivo, una domanda diventa inevitabile: quanto conosciamo davvero le condizioni che ci circondano e il loro impatto sul nostro benessere?

È in questo scenario che si inserisce il lavoro di Intellìge, che sviluppa soluzioni tecnologiche pensate per supportare la salute, la sicurezza e l’autonomia delle persone anziane.

Con il progetto “Invecchiare meglio: piattaforma per l’assistenza digitale agli anziani”, Intellìge mette a disposizione un ecosistema basato su dispositivi IoT e strumenti di analisi dei dati, pensato per raccogliere informazioni utili sulla quotidianità delle persone e supportare una gesti

one più consapevole dell’assistenza.

L’obiettivo è favorire un approccio orientato alla prevenzione e all’invecchiamento attivo, aiutando a cogliere nel tempo eventuali segnali di cambiamento e a sostenere più a lungo l’autonomia delle persone, sia a domicilio sia in contesti assistenziali.

È un esempio di come tecnologia e dati possano inserirsi nel percorso verso un invecchiamento più sicuro e consapevole, mettendo informazioni e strumenti a disposizione delle persone, dei caregiver e di chi si prende cura di loro.


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